Non riesco mai ad abituarmi alla inspiegabile densità delle prime giornate e alla loro estrema dilatazione temporale ad ogni inizio di turno in un luogo nuovo, la densità di tale giornate è sovrannaturale, sembra sempre di fare mille cose e di avere vissuto giorni interi, poi si scopre che sono passate appena 24 ore.
Oggi si inizia l’attività, ma non si sa ancora niente: nessuna comunicazione, nessun programma, nessuna indicazione. Con Guillaume, Francesco e Fiorenzo facciamo appena in tempo a prendere una ricchissima colazione che riceviamo una telefonata che ci comunica che stanno venendo a prenderci per fare una visita medica e che …avremmo dovuto fare anche un esame del sangue… E dircelo prima?? Mattinata lunga in questo bel centro medico in una villetta in centro a Macaé, finestre spalancate al fresco di questa giornata di dopo-pioggia e giardinetto di piante e fiori tropicali. Nessuna delle simpatiche ragazze del centro parla inglese, ci arrangiamo in portoghese prima che arrivino “i soccorsi”, tra cui la bella Juliete, giovane laureanda in relazioni internazionali: Juliete ci segue e ci assiste in ogni visita, anche quelle un po’ più imbarazzanti, e anche grazie alla sua simpatia e spigliatezza prestissimo entriamo in confidenza, tanto che probabilmente nel finesettimana ci accompagnerà con la macchina a fare un giro nei dintorni.
A mezzogiorno, quando le visite sono terminate, il tempo non è dei mi
gliori ma c’è voglia unanime di approfittare del pomeriggio libero: vogliamo andiamo a vedere le cascate! Anzi, no: ci vuole un pullman per andare fino al terminal principale, poi il pullman per andare alle cachoeiras presso Glicério, un paesino tra queste splendide le montagne granitiche, troppo tempo tra viaggio e attese considerando che alle 17h30 ormai fa buio. Ripieghiamo su una passeggiata alla Lagoa da Imboassìca che sta alle spa
lle dell’albergo. Lunghissima spiaggia di sabbia di quarzo in chicchi gialli e trasparenti e frammenti di conchiglie, nessun segno di passaggio, grande quiete nonostante le onde dell’Oceano, vista sul promontorio di Bùzios e Cab
o Frio e la fantastica Serra dos Orgaos al tramonto. Il sole sta calando dietro alle spettacolari cime ripide eppure arrotondate della Serra: infiniti pani di zucchero in granito senza soluzione di continuità da qui fino a Rio de Janeiro: chi spicca qui è la Pedra di Frade, perfetta copia del più famoso Pao de Açucar.
Dopo cen
a c’è ancora tempo per un giro sul lungomare verso il centro: è una troppo tranquilla serata di inizio settimana funestata dalle piogge recenti, passeggiamo sul lungomare in pietra di fianco alla spiaggia illuminata per i giocatori di calcio su sabbia, cercando di non calpestare enormi lumache.
enormi lumache?
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ti ricordi? c'erano anche a Gwada
Penso che siano proprio queste! Quando piove, soprattutto la sera, escono fuori a centinaia. Mi hanno detto però che a toccarle si rischia di prendere la meningite.
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